05 August, 2011

summer - day 2.

La Maddalena, isola.
una casa che ha segnato un'infanzia, che dei pochi ricordi che hai, quelli belli e anche quelli brutti, sono qui.

cinque ragazze, per il momento, qui. persone scomposte, che sembrano provare ad adattarsi a vivere insieme quasi senza conoscersi, perché a volte, gli sconosciuti sono terapeutici.

in una casa con dei pavimenti verdi, con la musica che costantemente suona, questa sera battisti, perché non è che dobbiamo sempre essere al cento per cento, ed a volte ti va solo di cantare, di dedicare quei maledetti versi.

LALLI, è bionda, è identica alla mia amica violante, quella che è diventata mamma pochi giorni fa e ancora non ci posso credere. lalli è il dipinto della dolcezza, un po' sofferta, ma quando ride, da sotto quel cappello bianco ed i ricci biondi, è proprio bella.
FRANCESCA è mia sorella. porta sempre, quando è al mare, i capelli, lunghissimi, raccolti sulla testa: ha quel "tuppo" invidiabile, che quasi la slancia. non può passare inosservata, perché se la guardi bene, un po' brilla, ma di nascosto.
GIULIA, l'amica di sempre, l'amica di famiglia, è una sorella in più, la figlia della migliore amica della mia mamma, sa tutto di me, giulia è assenza di disagio.

- ed ora stanno brindando, vino bianco e crema spalmabile al formaggio, vociano e parlano di cibo, cibo e ancora cibo.

GIUSI, la quarta del gruppo, amica di giulia. la conosco da anni, senza averla mai frequentata. giusi è stata una recente scoperta, lei e le sue confidenze: confessioni di attimi che a lei sembravano di debolezza e che invece a me continuavano ad impressionare, chiare le sue idee come cristalline sono le acque che circondano quest'isola.

- e giulia adesso litiga con un pesto che non si scioglie, lalli canta e canta battisti - si stanno sedendo a tavola, ed io le guardo da questo divano, e mi chiedono quanta pasta voglio, ed io dico sì, ma non ho visto, rispondo a caso.

ed io, poi ci sono, un po' irrequieta oggi, un po' felice, un po' abbronzata: di me però, parliamo un'altra volta, si deve andare a mangiare, non abbiamo fretta.

29 July, 2011

viva viva, i pan di stelle!

un bel sorriso, bisogna ammetterlo, è sempre un bel sorriso.
chi ride scoprendo i denti, è certo, vive la felicità più intensamente: anche solo per un sorrisetto, il canino deve almeno fare capolino.
questo cavolo di vizio di scrivere quando nella testa si accende qualcosa, quando l'incoscienza la fa da padrona, diventa sempre più preoccupante - attiri "macelli" come il miele le api, li cerchi, ne hai bisogno.
ti conosci, lo sai, e ti ripeti: "stai buono, stai buono!". 
non essere come quei biscotti lì, con tutte le loro stelle sfacciate, e luminescenti, sfoggiate.
il vizio, la dipendenza e l'effetto placebo, tutto insieme: un bel sorriso, bisogna ammetterlo, è sempre un bel sorriso. 


ti sovraccarica, l'acume, ti è letale.

28 July, 2011

via dell'unione, milano.

nuovo post. dopo quasi un mese di silenzio, non c'era nulla da dire.
oggi è tornata un po' di voglia di scrivere, di raccontare che la mattina, quando quel tram numero 16 si ferma in piazza missori, e tutti attraversano - milano come new york? - senza guardarsi negli occhi, indaffarati, come se stessero andando a salvare il mondo, tu li superi, solo per il gusto di dare un po' fastidio.

ti prepari, andando oltre quell'edicola che spesso ti fa cadere in tentazione, ed entri nella vietta, che sembra ti si apra davanti man mano che la percorri, ed inizia ad esistere non appena superi la libreria esoterica.

in quei pochi minuti, forse due, fin quando non sbuchi di nuovo nel micro-caos di via torino, canticchi, con le cuffie nelle orecchie, quasi saltellando, saluti sconosciuti e sorridi.  un brevissimo tratto di strada che è stato una delle prime affezioni a questa città, uno di quei tragitti che è appartenenza. 

scendi giù dal tram due fermate prima, perché quel pezzetto percorso a piedi ti garantisce qualità, ogni mattina, fin quando non cambi contesto.

e poi, se ti comporti bene, ti porto anche a fare colazione, ad ordinare quel caffélatte che qui è diventato un latte macchiato, ma è tanto buono lo stesso.